Dolore da carico
Non equivale automaticamente a una rottura. Questa pagina si concentra sulle lesioni traumatiche e sulla perdita di continuità del tendine.
Le rotture del tendine d’Achille, del tendine quadricipitale e del tendine rotuleo possono compromettere la spinta del piede o l’estensione attiva del ginocchio. Diagnosi tempestiva, scelta del trattamento e riabilitazione guidata sono fondamentali per il recupero funzionale.
Non equivale automaticamente a una rottura. Questa pagina si concentra sulle lesioni traumatiche e sulla perdita di continuità del tendine.
La funzione può essere conservata. Estensione della lesione, qualità del tendine e forza residua orientano il trattamento.
Può compromettere la spinta del piede o l’estensione attiva del ginocchio. Richiede una valutazione tempestiva.


Collega i muscoli del polpaccio al calcagno e permette la spinta del piede. Una rottura può avvenire durante uno scatto o un salto, con schiocco, dolore posteriore e riduzione della forza. Riuscire ancora a camminare non esclude la presenza di una lesione
La visita valuta continuità del tendine, posizione del piede e test di Thompson. L’ecografia aiuta nei casi dubbi; la risonanza è utile nelle lesioni complesse o croniche. I test vanno eseguiti dal medico.
È un’opzione anche per alcune rotture complete acute: tutore con piede inizialmente rivolto verso il basso, poi carico e movimento protetti secondo un programma controllato. Richiede aderenza al percorso.
Sutura aperta o mini-invasiva, scelta in base a lesione, richieste funzionali e rischi individuali. Riduce il rischio di nuova rottura in alcuni studi, ma espone a complicanze della ferita e dei nervi.
Diagnosi e funzione: [7] · Confronto dei trattamenti: [1] · Recupero: [6]


Trasmette alla rotula la forza del quadricipite. La lesione può seguire una contrazione improvvisa mentre il ginocchio si piega, ad esempio durante una caduta.
Dolore e gonfiore sopra la rotula, possibile avvallamento e difficoltà a sollevare la gamba tesa. Le radiografie valutano anche posizione della rotula e lesioni ossee; ecografia o risonanza chiariscono i casi dubbi.
Se l’apparato estensore conserva la funzione, può essere indicata la protezione in estensione con tutore, seguita da recupero graduale e controlli clinici.
Generalmente richiede riparazione chirurgica tempestiva. Il tendine viene reinserito sulla rotula con suture transossee o ancore; qualità dei tessuti e sede guidano la tecnica.


Completa l’apparato estensore. Può rompersi durante un salto, un atterraggio o un trauma, con perdita dell’estensione attiva.
Dolore sotto la rotula, gonfiore e difficoltà a sollevare la gamba tesa. La rotula può apparire più alta alla radiografia; ecografia o risonanza definiscono la lesione quando necessario.
Con estensione attiva mantenuta, il trattamento può essere conservativo. Le lesioni estese o con deficit funzionale richiedono una valutazione chirurgica.
Generalmente si ripara il tendine, ripristinando continuità e altezza della rotula. Si utilizzano suture, tunnel ossei o ancore in base alla sede della rottura.
In lesioni complesse o con tessuto insufficiente può essere associato un rinforzo della riparazione. Gli innesti tendinei sono una possibilità per sopperire alla mancanza di tessuto valido
Diagnosi e indicazioni: [2] · Reinserzione e altezza rotulea: AO [3] · Rinforzi: Journal of ISAKOS [4]
Una rottura cronica può presentare retrazione, tessuto cicatriziale e un difetto tra i monconi. La ricostruzione può richiedere innesti o trasferimenti tendinei. Per l’Achille, l’indagine ESSKA-AFAS evidenzia che dimensione del difetto, tempo trascorso e caratteristiche del paziente orientano le scelte, con ampia variabilità tra i chirurghi. [5]
La progressione dipende dalla lesione e dalla stabilità della riparazione. I passaggi seguenti descrivono obiettivi, non un calendario di esercizi da iniziare autonomamente. [6] [8]
Tutore, controllo della ferita e del gonfiore. Stampelle e carico secondo prescrizione.
Recupero graduale del movimento entro i limiti stabiliti, evitando di mettere in tensione precoce la riparazione.
Carichi progressivi per polpaccio o quadricipite, controllo del cammino e dell’equilibrio.
Valutazione di forza, resistenza e gesti specifici. La sola assenza di dolore non basta.
Evitare stretching aggressivo e dorsiflessione oltre i limiti prescritti nelle prime fasi. Il recupero della spinta viene verificato anche con prove di sollevamento del tallone.
Tutore inizialmente in estensione per la protezione; flessione e rinforzo vengono progressivamente autorizzati. Non modificare autonomamente blocchi e regolazioni.
Il recupero richiede mesi; deficit di forza possono persistere. Tempi, carico e prevenzione della trombosi vanno personalizzati dal team curante. [6] [8]
Non necessariamente. Strutture ancora integre possono conservare una parte del movimento. La diagnosi richiede l’esame clinico e, quando indicato, gli esami strumentali. [7] [8]
Data e dinamica del trauma, referti e immagini originali di radiografie, ecografia o risonanza, eventuale verbale di Pronto Soccorso e lista dei farmaci. Se già operato, anche il verbale chirurgico e le indicazioni riabilitative.
Un nuovo cedimento improvviso, febbre con ferita arrossata o secernente, oppure gonfiore e dolore marcati del polpaccio richiedono una valutazione urgente. Difficoltà respiratoria o dolore toracico improvvisi richiedono assistenza di emergenza. [6] [8]
Sintesi per il paziente. Studi indicizzati in PubMed, riferimento tecnico AO Trauma, ricerca ESSKA-AFAS e Journal of ISAKOS. Queste fonti non rappresentano un’approvazione della pagina da parte delle società scientifiche.
Fonti consultate il 16 settembre 2026. Illustrazioni anatomiche generate a scopo esemplificativo. Informazioni generali: non sostituiscono la valutazione specialistica o il protocollo individuale.
Il percorso viene costruito sulla lesione, sulle condizioni generali e sugli obiettivi del paziente.