Diagnosi della frattura del piatto tibiale
Radiografie e, frequentemente, TC aiutano a definire la morfologia della frattura. In casi selezionati può essere utile approfondire eventuali lesioni meniscali o legamentose associate.
La documentazione viene sempre interpretata insieme alla storia del trauma, all’esame clinico e alle esigenze funzionali del paziente. Per una decisione terapeutica appropriata è necessario poter visionare direttamente le immagini radiologiche: il solo referto non è sufficiente.
Trattamento conservativo o chirurgico
L’indicazione dipende dal tipo di frattura, dall’allineamento, dalla stabilità articolare, dalle condizioni dei tessuti molli e dalle caratteristiche del paziente. Il trattamento può essere conservativo oppure chirurgico.
L’obiettivo della valutazione è definire un percorso proporzionato alla lesione, evitando sia trattamenti insufficienti sia procedure non necessarie.
Trattamento artroscopico e mini-invasivo
In casi selezionati, il trattamento delle fratture del piatto tibiale può essere eseguito mediante tecniche mini-invasive e con assistenza artroscopica.
L’artroscopia permette di visualizzare direttamente la superficie articolare del ginocchio, contribuendo al controllo della riduzione della frattura e consentendo, quando necessario, di identificare e trattare contestualmente eventuali lesioni associate dei menischi, della cartilagine o dei legamenti.
Le tecniche di osteosintesi mini-invasiva possono inoltre consentire di limitare l’aggressione chirurgica ai tessuti molli rispetto agli accessi tradizionali più estesi.
La scelta tra trattamento artroscopico, mini-invasivo o chirurgia a cielo aperto dipende tuttavia dalla morfologia della frattura, dal grado di scomposizione, dal coinvolgimento articolare e dalle condizioni dei tessuti molli. Non tutte le fratture del piatto tibiale sono quindi appropriate per un trattamento artroscopico o mini-invasivo.